Fino a poco tempo fa, per me Kiyoharu era sinonimo di un punk-rock violento e particolare, come quello portato avanti dai suoi gruppi, prima i Kuroyume, poi i SADS: canzoni brevi, veloci, gridate, sempre con moltissimo stile e mai sguaiatamente, ma decisamente vicine ai suoni punk. Il suo primo lavoro solista mi ha lasciato davvero basita: titolo azzeccatissimo per un disco in cui troviamo a piene mani rock anni '70, sfumature jazz e blues... è davvero un Kiyoharu in giacca e cravatta che ci regala quello che secondo me è l'album migliore del 2004 (sì, meglio dei Tokyo Jihen!), abbellito dalle partecipazioni di numerosi ospiti.
01. Yuiitsu tooku e (Verso un'unica lunga distanza)
L'album si apre con l'inconfondibile chitarra di Ken Kitamura (ovvero il buon vecchio chitarrista dei L'Arc~en~Ciel), e con Kiyoharu che sussurra. Avvertiamo sin dal primo pezzo l'atmosfera di malinconia e nostalgia che circonda l'album. La canzone va in crescendo, ed è davvero un'ottima introduzione per un ottimo album.
02. Kurai kuchizuke (Bacio oscuro)
Atmosfere jazz per questa particolarissima "Kurai kuchizuke"... o perlomeno per la prima parte. Difatti, quando pensiamo che sia finita, la canzone riparte con un tono più energico stile anni '70, per poi concludersi... e ripartire di nuovo con un sound mooolto SADS (chitarre tirate e Kiyo che grida). Fenomenale.
03. Yami (Tenebre)
Chitarra, archi e voce, punteggiati da una batteria dal suono ovattato, per questa canzone lenta e trasognata. La canzone si mantiene sullo stesso tono per tutta la sua durata, ma non risulta pesante; è un brano che ispira sorrisi malinconici.
04. Nigatsu (Febbraio)
Questa canzone è intitolata in modo molto appropriato, visto che evoca un'atmosfera decisamente invernale. È come essere in una casa da soli e neve tutto intorno.
05. Melancholy
Il violino del grande Sugizo (ex Luna Sea) punteggia delicatamente questa canzone nostalgica e tintinnante. Sentire quel malinconico violino e la voce di Kiyoharu mi commuove ogni volta.
06. Aurora
"Aurora" è stata anche un singolo, e il video che l'accompagnava era decisamente misterioso: si vedeva (piuttosto sfocatamente) Kiyoharu fuggire e gettare un corpo di donna in un lago, ma senza svelare il resto della storia, lasciata all'immaginazione di chi guarda. La canzone va in crescendo, ma diversamente da "Yuiitsu tooku e" che si mantiene sempre piuttosto sul tranquillo, qui nel finale Kiyoharu sembra gridare di dolore. Interpretazione splendida per una canzone di grande atmosfera.
07. Taihai gallery (Galleria di corruzione)
"Taihai gallery" ci trasporta in un locale fumoso, nei bassifondi di una grande città. Kiyoharu è sul palco e intona questo swing molto jazzato, accompagnato da una chitarra e da un pianoforte, ma la sua voce sembra arrivare da lontano. Uno di quei pezzi che ti fanno battere il piede a tempo inconsciamente.
08. Emily
Anche la rock song "Emily" era stata un singolo. Una canzone piuttosto originale nel suo genere, con un violoncello quasi mediorientale e un ritornello insistente. Kiyoharu si mostra sempre capace di interpretare i suoi brani, con quella sua voce molto particolare, in grado di trascinare chi la ascolta in un'altra dimensione...
09. Ano uta wo utatte (Cantando quella canzone)
Questa è sentimentalmente parlando la mia canzone preferita dell'album per il suo testo (lo trovate nel Sakura Garden, leggetelo!), ma in realtà musicalmente non è originalissima. Ciò non toglie che sia comunque un'ottima canzone, molto ben arrangiata. La chitarra "ospite" è di Taiji Satou dei Theatre Brook.
10. Perfume
"Perfume" fin dall'inizio tradisce la sua ispirazione molto anni '70. È forse la canzone che meno mi piace dell'album... è un po' sottotono, e la melodia mi ricorda un paio di altre canzoni dell'album mescolate ^^;; tuttavia non è brutta, si lascia ascoltare.
11. Revolver
Aaaah. Questo, miei cari, è soul rock, energico ma non troppo, suadente quanto basta. La voce di Kiyo si mescola a quella, molto diversa ma altrettanto affascinante, di Juuichi Morishige degli Ziggy, creando qualcosa di incredibilmente sexy! Una canzone senza nemmeno un difetto (se escludiamo "Revolver" pronunciato "rebolùbaa"... ma ho visto di peggio!), che dà assuefazione ed è, ripeto, troppo troppo sexy *__*
12. Hikousen (Aereoplano)
Una lunghissima (10 minuti) cavalcata musicale chiude quest'album spettacolare. Si ritorna alla malinconia, con un'atmosfera eterea e onirica, e una strumentazione acustica che valorizza molto la voce di Kiyoharu. Forse verso la fine stufa un po' perché non ci sono cambiamenti significativi... sarebbe una canzone perfetta se durasse tre minuti meno, ma ciononostante, è una buona coda per un album fuori dal comune