:::PARTNER:::






 





GLAY ::: THE FRUSTRATED :::
by Sakura

GLAY THE FRUSTRATED

Tipo: Album / Anno: 2004

::: Track list :::
01. HIGHCOMMUNICATIONS
02. THE FRUSTRATED
03. ALL I WANT
04. BEAUTIFUL DREAMER
05. BLAST
06. Ano natsu kara ichiban tooi basho
07. Mugen no déjàvu kara
08. Toki no shizuku
09. Billionaire Champagne Miles Away
10. coyote, colored darkness
11. BUGS IN MY HEAD
12. Runaway Runaway
13. STREET LIFE
14. Minamigochi

Riuscite a immaginare un gruppo più storico dei Glay? In giro già dai primissimi anni '90, quando imperavano gli X e loro erano ancora ragazzetti appena giunti dall'Hokkaido, a oggi, quattro musicisti maturi e rispettati, ne hanno fatta di strada, evolvendosi sempre senza tradire ciò che il loro stesso nome (storpiatura dell'inglese "grigio", inteso come "né bianco né nero") promette: un rock pieno di sfumature.
Forse "The frustrated" non sarà un album originalissimo, ma Takuro (chitarrista, songwriter e leader della band) sa come si scrivono belle canzoni, incisive nella loro spontaneità; e in quasi 15 anni che sono in giro, non hanno mai pubblicato una sola canzone simile a un'altra. Non basta questo per apprezzarli? A me basta e avanza!

01. High communication
Partiamo subito in quarta con un po' di sano rock, chitarre belle tirate e ritmo veloce quanto basta. Il testo in inglese non è esattissimo, ma possiamo perdonarglielo, perché fin da questa prima traccia ci rendiamo conto che i Glay fanno ciò che sanno fare meglio: rock, puro rock!

02. The frustrated
La title track (che persevera con l'inglese) è sempre bella rock, ma dalle atmosfere un po' meno solari. Le chitarre di Takuro e Hisashi si mescolano e si contrappuntano nel modo che ci hanno insegnato ad amare.

03. All I want
L'intro è quasi punk, il resto della canzone è molto insistente. Se non fosse per l'inconfondibile voce di Teru l'avrei detto un brano dei Penicillin. Non che ciò sia un male, ma mi sembra che i Glay si siano quasi forzati a fare questa canzone, che riprende un po' di Glayezza nel ponte pre-ritornello.

04. Beautiful dreamer
Questa è la canzone dell'album che più amo. Gioiosa e solare, piuttosto veloce, mi mette allegria e ha un testo stupendo (al solito, è nel Sakura Garden, leggetelo!). Inoltre ha il grosso merito, a livello di album, di alleggerire l'atmosfera un po' troppo dura creata dalle prime tre tracce.

05. Blast
Questa canzone gode della piacevole intromissione di una sezione di fiati, e se già il drumming me ne dava un'idea, gli yeah-yeah del ritornello me lo confermano: questa canzone è proprio ska! E bisogna ammettere che non è affatto un esperimento mal riuscito. Complimenti a Takuro ^_^

06. Ano natsu kara ichiban tooi basho (Il luogo più lontano da quell'estate)
Eccola qua, la canzone rock mid-tempo alla Glay! Molto nello stile dell'album "Heavy gauge", ha un'atmosfera rinfrancante e piacevole. Teru è molto a suo agio in canzoni del genere e la sua voce spazia più del solito.

07. Mugen no deja-vu kara (Dopo un deja-vu di fantasia)
Questo pezzo sembra una classica ballata dagli inizi, ma è un po' più particolare: con chitarre dal sapore country, mi ricorda in un certo qual modo i Bon Jovi dei bei tempi. Forse soffre un pochino di monotonia, perché resta sempre molto tranquilla, ma non è comunque niente male.

08. Toki no shizuku (Gocce di tempo)
Ed ecco qua anche la ballatona, senza la quale non è un vero album dei Glay! Singolo di un certo successo, "Toki no shizuku" ha una melodia piuttosto unusuale e suadente nelle strofe, ed è molto, molto Glay nel ritornello. Ha un'aria familiare e rassicurante, ma non intendo con questo che sia una canzone prevedibile, anzi.

09. Billionaire champagne miles away
Certe volte i titoli dei Glay mi lasciano perplessa... comunque, si ritorna al rock più veloce con questo pezzo breve, allegro e scanzonato, che è una perfetta canzone da live.

10. Coyote, colored darkness
Questa canzone dall'intro pseudo-metal non è niente di che, e Teru non sembra a suo agio a cantarla... il pezzo più debole dell'album

11. Bugs in my head
Quest'altra composizione dal titolo discutibile è opera del bassista, Jiro (che sembra eternamente diciottenne... ditemi come fa...). In parecchi hanno espresso la loro convinzione che Jiro dovrebbe soltanto suonare il basso e non comporre. In effetti, è piuttosto fuori di testa. Ma che dire, a me piace parecchio questa "Bugs in my head", assolutamente incoerente (e questo è il bello!), con il testo composto di riferimenti a canzoni e film degli anni '60! XD

12. Runaway runaway
Oh, una sana canzone rock, di quelle che sanno di Glay da 10 chilometri di distanza ^__^ Come si fa a non amarli?

13. Street life
Con "Street life" rallentiamo un po' il passo; molto tranquilla e dolce, ma sempre dal sapore rock, un po' un ipotetico corrispondente primaverile della splendida "Winter again" per intenderci.

14. Minamigochi (Vento di sud-est )
"The frustrated" ci lascia una delle canzoni più belle alla fine, come è costume di vari album dei Glay. Le chitarre sono molto carine qui, di quelle che a sentirle non riesci a reprimere un sorriso, per non parlare della melodia in sé... Persino i cori di bambini, che solitamente odio, ci stanno bene! Come chiudere un bell'album con un sorriso allegro ^__^

Grazie a SAKURA GARDEN per avermi concesso la pubblicazione di questo articolo m(_ _)m

^ top ^