Riuscite a immaginare un gruppo più storico dei Glay? In giro già dai primissimi anni '90, quando imperavano gli X e loro erano ancora ragazzetti appena giunti dall'Hokkaido, a oggi, quattro musicisti maturi e rispettati, ne hanno fatta di strada, evolvendosi sempre senza tradire ciò che il loro stesso nome (storpiatura dell'inglese "grigio", inteso come "né bianco né nero") promette: un rock pieno di sfumature.
Forse "The frustrated" non sarà un album originalissimo, ma Takuro (chitarrista, songwriter e leader della band) sa come si scrivono belle canzoni, incisive nella loro spontaneità; e in quasi 15 anni che sono in giro, non hanno mai pubblicato una sola canzone simile a un'altra. Non basta questo per apprezzarli? A me basta e avanza!
01. High communication
Partiamo subito in quarta con un po' di sano rock, chitarre belle tirate e ritmo veloce quanto basta. Il testo in inglese non è esattissimo, ma possiamo perdonarglielo, perché fin da questa prima traccia ci rendiamo conto che i Glay fanno ciò che sanno fare meglio: rock, puro rock!
02. The frustrated
La title track (che persevera con l'inglese) è sempre bella rock, ma dalle atmosfere un po' meno solari. Le chitarre di Takuro e Hisashi si mescolano e si contrappuntano nel modo che ci hanno insegnato ad amare.
03. All I want
L'intro è quasi punk, il resto della canzone è molto insistente. Se non fosse per l'inconfondibile voce di Teru l'avrei detto un brano dei Penicillin. Non che ciò sia un male, ma mi sembra che i Glay si siano quasi forzati a fare questa canzone, che riprende un po' di Glayezza nel ponte pre-ritornello.
04. Beautiful dreamer
Questa è la canzone dell'album che più amo. Gioiosa e solare, piuttosto veloce, mi mette allegria e ha un testo stupendo (al solito, è nel Sakura Garden, leggetelo!). Inoltre ha il grosso merito, a livello di album, di alleggerire l'atmosfera un po' troppo dura creata dalle prime tre tracce.
05. Blast
Questa canzone gode della piacevole intromissione di una sezione di fiati, e se già il drumming me ne dava un'idea, gli yeah-yeah del ritornello me lo confermano: questa canzone è proprio ska! E bisogna ammettere che non è affatto un esperimento mal riuscito. Complimenti a Takuro ^_^
06. Ano natsu kara ichiban tooi basho (Il luogo più lontano da quell'estate)
Eccola qua, la canzone rock mid-tempo alla Glay! Molto nello stile dell'album "Heavy gauge", ha un'atmosfera rinfrancante e piacevole. Teru è molto a suo agio in canzoni del genere e la sua voce spazia più del solito.
07. Mugen no deja-vu kara (Dopo un deja-vu di fantasia)
Questo pezzo sembra una classica ballata dagli inizi, ma è un po' più particolare: con chitarre dal sapore country, mi ricorda in un certo qual modo i Bon Jovi dei bei tempi. Forse soffre un pochino di monotonia, perché resta sempre molto tranquilla, ma non è comunque niente male.
08. Toki no shizuku (Gocce di tempo)
Ed ecco qua anche la ballatona, senza la quale non è un vero album dei Glay! Singolo di un certo successo, "Toki no shizuku" ha una melodia piuttosto unusuale e suadente nelle strofe, ed è molto, molto Glay nel ritornello. Ha un'aria familiare e rassicurante, ma non intendo con questo che sia una canzone prevedibile, anzi.
09. Billionaire champagne miles away
Certe volte i titoli dei Glay mi lasciano perplessa... comunque, si ritorna al rock più veloce con questo pezzo breve, allegro e scanzonato, che è una perfetta canzone da live.
10. Coyote, colored darkness
Questa canzone dall'intro pseudo-metal non è niente di che, e Teru non sembra a suo agio a cantarla... il pezzo più debole dell'album
11. Bugs in my head
Quest'altra composizione dal titolo discutibile è opera del bassista, Jiro (che sembra eternamente diciottenne... ditemi come fa...). In parecchi hanno espresso la loro convinzione che Jiro dovrebbe soltanto suonare il basso e non comporre. In effetti, è piuttosto fuori di testa. Ma che dire, a me piace parecchio questa "Bugs in my head", assolutamente incoerente (e questo è il bello!), con il testo composto di riferimenti a canzoni e film degli anni '60! XD
12. Runaway runaway
Oh, una sana canzone rock, di quelle che sanno di Glay da 10 chilometri di distanza ^__^ Come si fa a non amarli?
13. Street life
Con "Street life" rallentiamo un po' il passo; molto tranquilla e dolce, ma sempre dal sapore rock, un po' un ipotetico corrispondente primaverile della splendida "Winter again" per intenderci.
14. Minamigochi (Vento di sud-est )
"The frustrated" ci lascia una delle canzoni più belle alla fine, come è costume di vari album dei Glay. Le chitarre sono molto carine qui, di quelle che a sentirle non riesci a reprimere un sorriso, per non parlare della melodia in sé... Persino i cori di bambini, che solitamente odio, ci stanno bene! Come chiudere un bell'album con un sorriso allegro ^__^