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Gackt ::: MARS :::
by LaGacktologa

Gackt MARS

Tipo: Album / Anno: 2000
::: Track list :::
01. Ares
02. Asrun Dream
03. Emu ~for my dear~
04. U+K
05. Vanilla (MARS Ver.)
06. freesia~op.1~
07. freesia~op.2~
08. Illness Illusion
09. Mirror (MARS Ver.)
10. dears
11. OASIS (MARS Ver.)
12. Kono daremo inai heya de

Gackt. Ormai solista da quattro anni, ha debuttato nel mondo della musica come vocalist nei Malice Mizer, band visual molto apprezzata anche dai j-rock fans italiani.
Le caratteristiche che rimangono più impresse di questo artista sono le notevoli conoscenze musicali e l’ampia estensione vocale; particolari che Gli permettono di spaziare nei vari generi, passando da brani forti e carichi di energia a brani più tranquilli, dolci e talvolta classici.
Nel Suo lavoro da solista, da Lui stesso definito Gackt Job, è affiancato da You, chitarrista e violinista, da Ren, bassista e dal chitarrista Yukihiro Fujimura conosciuto come Chachamaru. Fanno parte di questa “famiglia” anche il batterista Toshiyuki Sugino e il tastierista Junichi Igao Igarashi. Ai tempi dell’album MARS, oggetto di questa recensione, Masa, un altro chitarrista che ora ha definitivamente lasciato il gruppo, faceva parte del Gackt Job.
Bene… ci sarebbero ancora tantissime cose da dire, dopo questa breve introduzione… ma se le dicessi tutte adesso, che cosa scriverei nelle altre recensioni? Passo ad illustrare i contenuti del primo album effettivo da solista, MARS, uscito il 26 aprile del 2000.
La prima traccia è Ares. Ciò che rompe il silenzio iniziale è un MI di Gackt, che continua poi a gorgheggiare in falsetto per il resto del brano, accompagnato da una chitarra ed un pianoforte. Il testo della canzone, così come è interpretato, è intraducibile. Infatti, i suoni emessi con il canto sembrano parole, ma in realtà non hanno significato… o forse sono frasi in “gacktese”… chissà… il brano ha comunque una lirica correlata.
Ares si collega ad Asrun Dream. Qui abbiamo un primo impatto con la parte rock dell’album. Interessante il basso, molto articolato durante la prima parte. Il ritornello è orecchiabile e i versi sono semplici da imparare a memoria per chi mastica un po’ di giapponese.
Tocca poi a Emu ~For My Dear~. Il brano è dedicato al Suo amico scomparso, Kami… Gackt lo ha scritto per fare ciò che lui avrebbe voluto e che non ha potuto continuare. Ho pianto quando Gliel’ho sentito dire (;_;). All’inizio la canzone è tranquilla, il giro armonico è tra i più classici (un amico mi ha fatto notare che ricorda il sound degli U2). Davvero toccante, soprattutto per chi può comprenderne il testo.
U+K è l’altro brano dedicato a Kami. L’aria è decisamente più allegra e ritmata… è difficile non muoversi almeno un po’ durante l’ascolto (^_^)
Adorabile il punto in cui i nostri si mettono a miagolare… (hai letto bene, MIAGOLANO).
E dopo la vivacità, c’è la carica aggressiva e sensuale di Vanilla. Forse il cavallo di battaglia del Gackt solista… personalmente reputo questa canzone il miglior brano di MARS, forse il più bello in assoluto. Ha un ritmo che conquista immediatamente (anche qui, sfido chiunque a restarsene fermo durante l’ascolto).
Segue Freesia ~Op.1~. Un brano tranquillo che narra di sguardi e sensazioni scambiati fra due ragazzi… sono convinta che anche questo brano sia stato scritto per Kami, che ne è protagonista insieme a Gackt.
Freesia~Op.2~ è invece un brano strumentale, che riprende in altra maniera le note del brano precedente. Anche qui esiste una lirica correlata.
Illness Illusion è forse il brano più strano dell’album. Apprezzabile se si è capaci di ascoltare andando oltre i soliti canoni musicali. Tra basso, chitarra classica ed elettrica compare anche una fisarmonica… in sostanza, è una canzone molto particolare (ma bella).
Mirror è un altro brano di grande successo, tanto da essere suonato in tutti i live, dando vita alla parte più divertente e coinvolgente dei concerti. Trasmette una grande energia, grazie soprattutto alle chitarre ruggenti. Il violino è presente per tutta la durata del brano insieme agli altri strumenti tipicamente usati nel rock. Ecco ciò che lo rende così speciale… bellissima la parte finale tutta strumentale.
C’è poi Dears, la canzone che dovrebbe essere nel cuore di tutti i fan di Gackt. È proprio Dears l’appellativo che usa rivolgendosi a noi… canzone carica di ottimismo e di speranza. L’immancabile violino dà il tocco finale ad una tra le più belle canzoni da Lui scritte.
In Oasis (che sarà sigla dell’anime New Hokuto no Ken) spunta una vena più pop, ma è comunque un bel brano in cui la Sua bravura di cantante è esaltata dalle ottave piuttosto alte che va a toccare.
Kono Dare Mo Inai Heya De è l’ultima canzone di MARS. Gli accordi di quarta e di nona utilizzati nell’accompagnamento di chitarra danno un tocco di malinconia a questa prima parte del brano. All’inizio si mantiene tranquillo e la dolcezza della voce di Gackt rilassa chi ascolta. Segue una breve parte strumentale che si riaggancia poi ad un Gackt che canta le stesse note con maggior passione. Da notare che in tutto il brano ci sono tre cambi di tonalità a salire...

Concludendo, reputo MARS il miglior album che Gackt abbia creato. I motivi sono tanti, tra cui la varietà degli strumenti usati, la particolarità delle melodie e la capacità di coinvolgere dei ritmi. Un must per i veri Dears (^__~)

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